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Portabici posteriore auto: obbligo di collaudo *SOSPESO*

Sommario

C’è una brutta notizia per tutti quei ciclisti che fino ad oggi hanno trasportato la loro bicicletta utilizzando un portabici posteriore auto. La brutta notizia è che il portabici auto dovrà essere collaudato presso la UMC (ex MCTC) e dovrà anche essere aggiornato il DU (Documento Unico ex Libretto di Circolazione). Naturalmente non è un obbligo tout court che riguarda indiscriminatamente tutte le situazioni e sono previsti dei limiti tecnici da rispettare.
Andiamo per gradi e cerchiamo di capire cosa è successo e quali sono i rischi se non si rispettano le regole.

Portabici posteriore auto normativa di riferimento

Per quanto riguarda l’argomento portabici posteriore auto ci sono diverse normative cui fare riferimento. Si parte dalla la Direttiva n.79/488/CEE, successivamente sostituita dal regolamento UNECE 26, in merito alle “disposizioni uniformi concernenti l’approvazione di veicoli per quanto riguarda le sporgenze esterne”. Tale direttiva faceva esplicito riferimento ai portascì e alla possibilità di omologarli quali entità tecniche indipendenti e lasciava un vuoto in merito al portabici auto.
Per questo motivo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato la Circolare 25981 del 06.09.2023 facendo chiarezza in merito alle modalità e caratteristiche dei portascì e portabici auto. Nello specifico la circolare fa riferimento ai portabici applicati a sbalzo posteriormente o sul gancio di traino.

Tutti conoscono i portabici su gancio di traino, ma per evitare fraintendimenti i portabici a sbalzo sono invece quelli applicati sul portellone posteriore dell’auto.

Portabici installato sul gancio traino dell'auto.
Esempio di portabici installato sul gancio traino dell'auto (foto Thule).
Portabici a sbalzo installato sul portellone dell'auto.
Esempio di portabici a sbalzo installato sul portellone dell'auto (foto Thule).

La Circolare 25981 recita quanto segue:

[…]
È ammessa l’installazione delle strutture amovibili in parola alle seguenti condizioni:
- lunghezza non superiore a 1,20m, comprensiva delle cose trasportate (biciclette e sci collocati perpendicolarmente all’asse mediano del veicolo), nel rispetto dei limiti massimi di sagoma indicati dall’articolo 61 del Codice della strada (in seguito CdS) e dalla normativa europea relativa a masse e dimensioni;
- larghezza non superiore, comprensiva delle cose trasportate, a quella dell’autoveicolo con il limite massimo di 2,35m;
- altezza, comprensiva delle cose trasportate, non superiore a 2,50m.
Si fa presente che le strutture amovibili portascì e portabici possono essere installate sugli autoveicoli di categoria M1 senza l’obbligo di annotazione sul documento unico di circolazione e di proprietà del veicolo, salvo che non vengano ostruiti, anche parzialmente, i dispositivi di illuminazione, di segnalazione visiva e la targa.
[…]
In caso di ostruzione anche parziale, da parte delle strutture amovibili sopra indicate, dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva, devono essere installati dispositivi supplementari omologati e corrispondenti in quanto a numero, genere e tipo a quelli previsti sul veicolo, nel rispetto delle prescrizioni relative ai dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, per garantire le condizioni di visibilità come prescritto dall’art. 164, comma 1, del CdS.
[…]
In caso di ostruzione, da parte delle strutture amovibili sopra indicate, anche parziale della targa, si dispone l’impiego della targa ripetitrice di cui all’art. 100 del CdS con le modalità previste per il carrello appendice al quale la struttura amovibile può ritenersi assimilabile per le specifiche modalità di utilizzo.
L’installazione della struttura amovibile portasci o portabiciclette applicata posteriormente a sbalzo o utilizzando solo il gancio di traino a sfera di tipo omologato già regolarmente installato sul veicolo stesso, nei casi di ostruzione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva o della targa, come sopra citato, comporta la visita e prova da parte degli U.M.C, ai sensi dell’ art. 78 del CdS, con conseguente aggiornamento del documento unico di circolazione e di proprietà del veicolo.
Si fa presente, infine, che le strutture portascì e portabiciclette e il relativo carico, qualora non sia necessario ripetere la targa posteriore e i dispositivi luminosi, costituiscono carico sporgente e, pertanto, dovrà essere utilizzato l’apposito segnale di cui all’art. 164 comma 6 del CdS e all’articolo 361 del Regolamento di esecuzione emanato con D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.
[…]
È consentito che le strutture in esame, portascì e portabiciclette, siano applicate sul tetto degli autoveicoli secondo le istruzioni fornite dal costruttore del veicolo, senza l’aggiornamento del documento unico di circolazione e di proprietà del veicolo.

In breve, se il vostro portabici posteriore auto non rispetta le suddette regole dovrete portare il vostro veicolo alla MTCT e dopo l’avvenuto collaudo verrà aggiornato il libretto di circolazione. Se invece il vostro portabici rispetta le regole, allora non sarà necessario il collaudo.

In sintesi, il portabici posteriore auto, che sia a sbalzo o su gancio di traino, dovrà essere collaudato presso la MCTC solamente se:

  • La sua lunghezza comprensiva del carico (biciclette o sci), se installato perpendicolarmente all’asse longitudinale dell’auto, supera la misura di 1,20m;
  • La sua larghezza comprensiva del carico (biciclette o sci), supera la larghezza dell’autoveicolo con il limite massimo di 2,35m;
  • La sua altezza comprensiva del carico (biciclette o sci), supera la misura di 2,50m;
  • Il portabici posteriore auto, o anche il suo carico, ostruisce, anche parzialmente, la targa e/o i dispositivi di illuminazione dell’auto.

Non è previsto nessun collaudo per quanto riguarda i portabici da tetto, se non il rispetto dell’altezza massima di 4,00m da terra, prevista dall’Art. 61 del Codice della Strada.

Esempio di portabici da tetto
Esempio di portabici installato sul tetto dell'auto. In questo caso non è previsto nessun collaudo presso la UMC (foto Thule).

Infine, è importante ricordare che nel caso non sia necessario il collaudo presso la MTCT, è comunque obbligatorio apporre il cartello carichi sporgenti previsto dal Codice della strada.

Cartello carichi sporgenti applicato su un portabici posteriore auto
Esempio di applicazione di un cartello carichi sporgenti omologato.

Infrazioni e sanzioni previste

Come spesso succede in Italia, si fanno le leggi prima di adeguare le strutture preposte all’attuazione. Infatti, al momento della pubblicazione del presente articolo, non tutte le motorizzazioni sono attrezzate per compiere le procedure di collaudo dei portabici. Per cui, anche se voleste, potreste non riuscire a omologare il vostro portabici posteriore auto.
A questo, aggiungiamo che sicuramente, avrete visto in giro molti autoveicoli con portabici posteriori, in particolare quelli a sbalzo, circolare senza targa ripetitrice e senza ripetizione dei gruppi ottici. E magari avrete speso centinaia di euro per comprare un portabici di marca e non volete saperne di spendere altri soldi per provvedere al suo collaudo.
Quindi, sarete tentati anche voi di prendervi la libertà di ignorare le norme.
Naturalmente, è una scelta vostra, ma è anche giusto che sappiate quali sono le sanzioni in cui potreste incorrere, tralasciando i rischi per la vostra e l’altrui sicurezza.

Secondo quanto predisposto dalla recente Circolare 33197 del 29.09.2023 del Ministero dell’Interno le sanzioni previste sono le seguenti:

  1. Omissione cartello carichi sporgenti:
    Come visto in precedenza, deve essere applicato nel caso in cui il portabici non ostruisca la targa o i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, neanche parzialmente. Non apporre il cartello configura la violazione dell’Art. 164, commi 6 e 8 del CdS.
    Sanzione amministrativa: da 85€ a 338€.
    Sanzione accessoria: ritiro del libretto e della patente;
  2. Omesso collaudo in UMC:
    Nel caso sia previsto il collaudo presso la Motorizzazione e non si provvede a farlo, si configura la violazione dell’Art. 78, commi 3 e 4 del CdS.
    Sanzione amministrativa: da 422€ a 1697€.
    Sanzione accessoria: ritiro del libretto;
  3. Omessi dispositivi supplementari funzionanti:
    Nel caso sia prevista la ripetizione dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione e non si è provveduto, si configura la violazione dell’Art. 164, commi 1 e 8 del CdS:
    Sanzione amministrativa: da 85€ a 338€.
    Sanzione accessoria: ritiro del libretto e della patente;
  4. Omessa targa ripetitrice:
    Nel caso sia prevista la collocazione della targa ripetitrice e non si è provveduto, si configura la violazione dell’art. 164, commi 1 e 8 del CdS:
    Sanzione amministrativa: da 85€ a 338€.
    Sanzione accessoria: ritiro del libretto e della patente;
  5. Omesso occultamento dei dispositivi luminosi originali:
    Nel caso in cui si sia omesso di occultare i dispositivi luminosi originali, quando è installato un portabici posteriore auto contenente luci supplementari, si configura la violazione dell’Art. 79 del CdS.
    Sanzione amministrativa: da 85€ a 338€;
  6. Superamento limiti di sagoma:
    Se il portabici e il suo carico superano i limiti di sagoma del veicolo, si configura la violazione dell’Art. 61 del CdS.
    Sanzione amministrativa: da 470€ a 1.485€.
    Sanzione accessoria: ritiro del libretto e della patente.

Nel caso delle violazioni previste negli ultimi quattro punti potrebbe concorrere anche quella prevista dall’art. 78 del CdS (punto 2).

Significa che se non avete provveduto al collaudo del portabici per auto, oltre alla multa per il mancato collaudo, prendete la multa anche per l’omissione dei dispositivi luminosi, per il loro occultamento, per la mancata ripetizione della targa e per il superamento della sagoma.

Stiamo parlando di un verbale che complessivamente, per tutte le infrazioni elencate, va da 1.232€ a 4,534€ più il ritiro del libretto e della patente.

Collaudo portabici: dove farlo

Il collaudo portabici posteriore auto deve essere fatto presso la Motorizzazione Civile (UMC) o anche presso una delle sue sedi esterne
Però, come abbiamo già anticipato nel precedente paragrafo, non tutte le motorizzazioni potrebbero essere già attrezzate per questo tipo di collaudo.
L’officina Service Lombardini è una sede esterna dalla Motorizzazione Civile di Firenze e offre servizio di revisione auto e moto. Ci stiamo attrezzando e presto potremo offrire ai nostri clienti anche il servizio di collaudo portabici.
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Esempi

Analizziamo alcuni casi di installazione portabici posteriore auto per capire meglio cosa si deve fare e come evitare di incorrere in onerose sanzioni.

Esempio 1 – Portabici posteriore auto a sbalzo (1° caso)

Esempio di portabici a sbalzo sul portellone posteriore dell'auto
Esempio di portabici a sbalzo (foto Menabo).

Nelle foto di esempio qui sopra, il portabici posteriore auto è di tipologia a sbalzo. In questo caso, il portabici e il relativo carico, ostruiscono i gruppi di illuminazione e la targa. E’ irrilevante se l’ostruzione è totale o anche solo parziale. Quindi non sono presenti i dispositivi di illuminazione ausiliari e nemmeno la targa ripetitrice.
Inoltre, la lunghezza del portabici e del relativo carico eccede la larghezza del veicolo.

Cosa si deve fare?

In questo caso si deve provvedere ad apporre una targa ripetitrice. Inoltre, è necessaria anche la ripetizione dei gruppi ottici che sostituiscono quelli originali sul veicolo. Quelli originali vanno disattivati oppure occultati.
Successivamente ci si deve recare presso la motorizzazione per procedere al collaudo e all’aggiornamento del libretto di circolazione (adesso si chiama Documento Unico)
Nel caso in cui targa e gruppi di illuminazione non fossero ostruiti, sarebbe obbligatorio apporre il cartello carichi sporgenti e non sarebbe necessario il collaudo. Lo vedremo meglio nel prossimo caso.
Inoltre, è necessario ridurre la lunghezza del portabici con il suo carico, ad esempio togliendo la ruota anteriore e/o quella posteriore alle biciclette, per farla rientrare all’interno della sagoma del veicolo.
Infine, è necessario verificare anche che la sporgenza del portabici e del relativo carico non superi la misura di 1,20m dal portellone dell’auto e che la sua altezza non superi la misura di 2,50m.

Quali sono le sanzioni previste?

Se non si provvede a regolarizzare il portabici si potrebbe incorrere nelle seguenti sanzioni:

  • Omesso collaudo in UMC: multa da 422€ a 1.697€ e ritiro del libretto;
  • Omessi dispositivi supplementari funzionanti: multa da 85€ a 338€ e ritiro del libretto e della patente;
  • Omesso occultamento dei dispositivi luminosi originali: multa da 85€ a 338€;
  • Omessa targa ripetitrice: multa da 85€ a 338€ e ritiro del libretto e della patente.

La somma delle infrazioni al CdS è la seguente: multa da 677€ a 2.711€, ritiro della patente e ritiro del libretto.

Esempio 2 – Portabici posteriore auto a sbalzo​ (2° caso)

Esempio di portabici a sbalzo sul portellone posteriore dell'auto
Esempio di portabici su gancio di traino (foto Thule).

Come nel precedente caso, il portabici posteriore auto è di tipologia a sbalzo. In questo caso però, il portabici e il relativo carico, non ostruiscono i gruppi di illuminazione e nemmeno la targa. Quindi, non c’è bisogno di targa ripetitrice e di dispositivi di illuminazione supplementari.
Non è necessario nemmeno il collaudo presso la UMC, ma è obbligatorio apporre il cartello carichi sporgenti.
Infine, la lunghezza del portabici e del relativo carico eccede la larghezza del veicolo.

Cosa si deve fare?

In questo caso si deve provvedere a apporre il cartello carichi sporgenti. Inoltre, è necessario ridurre la lunghezza del portabici con il suo carico per farla rientrare all’interno della sagoma del veicolo. E’ necessario verificare anche che la sporgenza del portabici e del relativo carico non superi la misura di 1,20m dal portellone dell’auto. Considerando che si tratta di un SUV, quindi un’auto abbastanza alta, verificherei che l’altezza del portabici e del carico non superi la misura di 2,50m.

Quali sono le sanzioni previste?

In questo caso, non è necessario procedere al collaudo, ma è possibile incorrere nelle seguenti sanzioni:

  • Omissione cartello carichi sporgenti: multa da 85€ a 338€, ritiro del libretto e della patente;
  • Superamento limiti di sagoma: multa da 470€ a 1.485€ e ritiro del libretto e della patente.

La somma delle infrazioni al CdS è la seguente: multa da 555€ a 1.823€, ritiro del libretto e della patente.

Esempio 3 - Portabici posteriore auto su gancio di traino

Esempio di portabici su gancio di traino.
Esempio di portabici su gancio di traino (foto Thule).

Nella foto di esempio qui sopra, il portabici posteriore auto è di tipologia su gancio di traino (ovviamente quest’ultimo deve essere omologato e collaudato). In questo caso, è stata apposta la targa ripetitrice e sono stati duplicati i gruppi di illuminazione.
La targa del veicolo è tedesca e in Germania vigono altre regole, ma presupponiamo che l’auto sia italiana. Quindi, in questo caso non sono stati disattivati o in alternativa occultati i gruppi ottici originali.
Infine, la lunghezza del portabici e del relativo carico eccede la larghezza del veicolo.

Cosa si deve fare?

In questo caso si deve provvedere a occultare oppure disattivare i gruppi di illuminazione originali. Successivamente ci si deve recare presso la motorizzazione per procedere al collaudo e all’aggiornamento del libretto di circolazione.
Inoltre, è necessario ridurre la lunghezza del portabici con il suo carico per farla rientrare all’interno della sagoma del veicolo.
Infine, è necessario verificare anche che la sporgenza del portabici e del relativo carico non superi la misura di 1,20m dal portellone dell’auto e che la sua altezza non superi la misura di 2,50m.

Quali sono le sanzioni previste?

Se non si provvede a regolarizzare il portabici si potrebbe incorrere nelle seguenti sanzioni:

  • Omesso collaudo in UMC: multa da 422€ a 1.697€ e ritiro del libretto;
  • Omesso occultamento dei dispositivi luminosi originali: multa da 85€ a 338€;

La somma delle infrazioni al CdS è la seguente: multa da 507€ a 2.035€ e ritiro del libretto.

Inoltre, in tutti e tre i casi, se l’infrazione prevede il ritiro del libretto significa che non si può proseguire il viaggio.
Invece, per quanto riguarda il ritiro della patente ugualmente non è possibile proseguire il viaggio nemmeno se guida qualcun altro. Infatti, ammesso che non sia stato ritirato il libretto, prima deve essere comunque regolarizzato il veicolo e il portabici.

Aggiornamento del 19.01.2024: sospensione della normativa portabici

La normativa sul collaudo del portabici posteriore auto ha causato molti problemi agli utenti. Non soltanto per quanto riguarda la difficoltà di comprendere se si è in regola o meno, ma soprattutto per le difficoltà di capire come eseguire un eventuale collaudo. Infatti, sono pochissime le motorizzazioni e anche le loro eventuali sedi esterne, ad essere già attrezzate per eseguire i collaudi.
I problemi maggiori, però, hanno riguardato principalmente i costruttori di portabici che hanno subito uno stop improvviso alle vendite dei loro prodotti.
Per questo motivo alcuni costruttori italiani si sono mossi presentando ricorso alla normativa di fronte al Consiglio di Stato.

Il ricorso è stato accolto e il Consiglio di Stato ha emesso l’ordinanza N.00196/2024 REG.PROV.CAU. la quale di fatto sospende la Circolare 25981 del 06.09.2023 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Ciò non significa che l’ordinanza sia stata annullata, ma solamente sospesa in via cautelare fino alla pronuncia definitiva da parte del TAR.

Infatti, come si legge nell’ordinanza stessa: 

[...]
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)
Accoglie l'appello (Ricorso numero: 10050/2023) e, per l'effetto, in riforma dell'ordinanza impugnata, accoglie l'istanza cautelare in primo grado.
Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, cod. proc. amm.
[...]

Cosa succede adesso?
In attesa della sentenza definitiva che porrà o meno fine alla normativa sul portabici posteriore auto, vengono ripristinate le precedenti norme.

Questo significa che dovrete stare attenti a:

  • Verificare che le sporgenze in eccedenza rispetto al veicolo del portabici o del suo carico non violino le disposizioni previste dall’Art. 61 del Codice della Strada (limiti di sagoma);
  • Apporre il cartello carichi sporgenti ove previsto;
  • Se utilizzate un portabici posteriore predisposto con ripetizione dei gruppi ottici, come ad esempio alcuni di tipo su gancio di traino, occultate o disattivate quelli originali.


Certamente, deve essere fatta una considerazione in merito alla sicurezza.
Se il portabici o il suo carico coprono i gruppi ottici, questo determina una situazione di potenziale pericolo per la sicurezza.
Quindi il consiglio è di fare attenzione alla disposizione delle biciclette e lasciare piena visibilità ai dispositivi luminosi posteriori.

Per qualsiasi informazione sul portabici posteriore auto, contattaci.

Andrea Lombardini

Andrea Lombardini

Titolare e responsabile officina Service Lombardini

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